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NEWS WORKS

 

OPERE

ESPOSIZIONI

 
 
 
Personali

1981 “Acqualta” – Galleria d’Arte “Il cortile” – Bologna 
1987 – “Vele e velature”Galleria Maccagnani – Lecce
1991 – “Le strade che portano al Subasio passando dal Salento” – Castello CarloV – Lecce
1992 -“Le strade che portano al Subasio passando dal Salento” – Sala Le logge – Assisi -(PG)
1994 – “Le strade che portano al Subasio passando dal Salento” – Palazzo Comunale – Sala dell’Editto – Spello  -(PG)
1994  Todi Festival” – Palazzo delle Arti – Todi  – (PG)
1998 – “Sulle ali di Pegaso senza mai cadere” – Palazzo della Corgna – Città della Pieve  – (PG)
2000 – Ex Chiesa di S. Maria della Misericordia – Perugia
2003 – “Segni e Pernsiero” – Loggia dei Lanari – Perugia
2003  “Phantasia” – Palazzo Gazzoli – Terni
2004 –  “Jazz moment” – Umbria Jazz – Vetrine del Centro storico – Perugia
2004  Lo Zibaldone – (PG)
2005 – Umbria Jazz Winter #12 – Palazzo dei Sette – Orvieto – Terni
2006 – Lunabar Ferrari – (PG)
2006 – “Impronte” – Circolo Bertold Brecht- spazio2 – Milano
2007 – “Impronte” – Ex Ospedale di S.M. della Misericordia – Perugia
2007 – “Impronte” – Palazzo della Corgna – Città della Pieve – Perugia
2008 – “Impronte” – Sala Pierre Pavillon, Hôtel de Ville d’Aix-en-Provence – Francia
2009 – “Impronte” – Biblioteca provinciale – Lecce
2010 – “Fiume Oceano” – ArtPrize – Grand Rapid – MI – USA
2011 –  Ex Ospedale di S.M. della Misericordia – Perugia
2012 – “Impronte” – Antichi Arsenali della Repubblica – Amalfi
2012 – “Florigrafia” – Perugia – via Alessi, n°1
2012 – “Florigrafia” – Città della Pieve – La Rocca – (PG)
2013 – “Florigrafia” – Teltow – Potsdam – Germania
2014 – “Il mio Jazz” – Ex Ospedale di S.M. della Misericordia – Perugia
2014 – “Impressioni” – Ex Convento dei Teatini – Lecce
2015 – “Oltremare” – Rocca Malatestiana di Fano (PU)
2015 – “Oltremare” – Castello di Acaya – Vernole – (LE)
2016 – “Oltremare” – Magazzini del sale Torre, Cervia (RA).
2016 – “Forme Colori Sensazioni” – Ex Ospedale di S.M. della Misericordia – Perugia
2016-2017 – “Forme Colori Sensazioni” – Sala Antico Mulino – Corciano – (PG)
2017 – “Colori Emozioni” – Rocca di Passignano sul Trasimeno e di Città della Pieve – (PG)
2017  – “Florigrafia” – Sala Artemedia  – Cervia (RA)  

Collettive


1980 – “Attraversando il grande fiume” – Cesano Maderno – Milano
1977 – Rocca Paolina – Perugia
1978 – Circolo Culturale Indipendente – Perugia
1979 – Sala Comunale – Castiglione del Lago – (PG)
1986 – “Rythmos” – Ipso Arts Gallery – Perugia  
1990 – Agosto Corcianese – Corciano – (PG)
1995 – “Le strade che portano al Subasio Passando dal Salento” – Corte dei Cicala – Lecce –
2001 – “Città Invisibili” – BPM (Banca Popolare di Milano) – Firenze
2001  – “Città Invisibili” – BPM (Banca Popolare di Milano) – Roma
2001  – “Città Invisibili”  Galleria 9 colonne -Trento
2015 – Galleria Eclettica – Rocca dei Perugini – Spoleto
2016 – “Miraggi Meraviglie Passaggi” – Palazzo della Corgna – Città della Pieve  – (PG)
2016 – “Arte e Natura – Ceit  – Otranto  (Le)

Opere di particolare rilievo


“Fiume Oceano” opera di quasi 4m esposta al Museum Grand Valley State Univesity GR-MI-USA
“Natura” cm 80x 80 – acquisita al Museo di Palazzo della Penna – Perugia – Italy
Manifesti tra cui quello di “Umbria Jazz winter 12”
Calendari da collezione n°25 con 12 opere pittoriche ciascuno
Calendari da collezione n°20 a plancia unica 50×70

Lago Trasimeno – Mappa del lago e paesi limitrofi
Foligno – Mappa del comprensorio
500 Cartelle con 5 litografie  ciascuna, di personali interpretazioni dei monumenti Umbri
500 Cartelle contenente 5 litografie ciascuna, di personali interpretazioni delle principali “Chiese di Perugia”  per il BIT di Milano

“Le strade del vino” – Enoteca provinciale di Perugia 12 interpretazioni pittoriche cm 50/70
Litografie varie per soggetti privati e pubblici
Pannelli scenografici.

 

DICONO DI ME

(pagina in costruzione)
Da alcuni commenti

“…… I fondi dipinti fra il mettere e il levare, l’uso di tecniche a volte sofisticate a volte semplici, per soddisfare la fantasia in atto…L’accumulazione della percezione in se e della “sperimentazione” accentua la possibile latitudine fantastica della stessa operazione che viene dal “mestiere”, ma anche da un “pensiero” costante della ricerca dell’essenza dell’arte, forse della vita…”

(Luglio 1987 – Vittorio Bàlsebre)

 

“…I temi dominanti della sua ricerca pittorica, improntata ad una linea di rigore, sono il segno ed il colore, che come due “anime” dialettiche, due poli che si inseguono rinnovandosi in ogni contesto culturale specifico, marciano progressivamente verso l’annunciazione di una musica insolita nell’intento di delibare (“poesia dei triangoli e dei colori”), in un puro mondo di essenze, dal sapore esoterico, in cui il fascino dei miti mediterranei, dai colori teneri e solari si fonde con la geometria delle forme evocative ed enigmatiche.Il linguaggio dell’espressione è in bilico tra metafisica e mistero animato da un moto perpetuo”.

(“Presenza e Memoria” Ottobre 1987 – Maurizio Domenico Toraldo)

 

“Non un giorno senza (tracciare) una linea”. la prescrizione leggendaria di Apelle mi sembra possa ben applicarsi alla ricerca di Luigi Marzo… dottore in legge ma grafico agguerrito per vocazione…Infatti le sue tele e i suoi disegni hanno una grazia per niente lunatica o stravagante anzi sono necessitati per virtù di un diuturno esercizio (nulla dies sine linea appunto). Hanno quelle “risonanze magnetiche” che soltanto un’arte disoggettivata si, ma non del tutto atemporale, anzi blilicata tra figura e segno puro, possiede in così gran copia…Marzo vuole fortissimamente conquistare e donare l’astrazione dell’effimero, che è una sorta -sempre- di ritorno alla placenta; ecco la spiegazione dell’infantilità poderosa e insieme aerea prodotta da questa razza di artisti antiretorici che aborriscono i tuoni della grancassa prediligendo gli arabeschi dell’arpa.

(Febbraio 1994 – Antonio Carlo Pontii

 

 …Lo stile è riconoscibile a prima vista, affinato da una serrata ricerca e capace di fondere il segno robusto (linea di confine tra i campi cromatici o trama fittissima, quasi di merletto) e una tavolozza splendente dove ogni tonalità assume riverberi di riflessione, ha una sua collocazione nello scacchiere mentale…Luigi si affida al suo sapere e alla potenza evocatrice del sogno, crea e fantastica, si culla nell’illusione di una spiaggia perduta e ritrovata a filo di intelletto. il risultato è straordinario, da applausi.

(“La Nazione” marzo 2003 – Mimmo Coletti)

 

Uno stile molto personale, quello di Luigi Marzo, artista  che passa con naturalezza dalla pittura figurativa a quella astratta, utilizzando pochi, essenziali segni grafici, accompagnati da sapienti cromatismi.

Abilità tecnica e capacità  di spaziare nel terreno del sogno producono effetti suggestivi di interpretazione del reale, che evocano antiche emozioni e nel contempo conducono l’osservatore in magiche atmosfere surreali, pervase da grande serenità.

(Luglio 2003 – Alida Nardini)

 

Quasi in ogni sua opera c’è una ricchezza sinfonica di figure, di elementi e di significati, tutti concertati e profusi accuratamente allo scopo di decodificare i segreti spirituali del reale, di trovare ciò che non era stato ancora trovato, di svelare l’inespresso e di comunicarlo pienamente. Ci troviamo, quindi, dinanzi ad un grafico e ad un pittore di altissima professionalità. Ma Luigi non si ferma qui, è un artista completo che soffre e vive intensamente le sue opere. In esse coglie, infatti, con sapienza e genialità, il ritmo delle cose, tanto che non pochi suoi lavori sono ritmi realizzati tramite la linea e il colore. Sono i ritmi delle cose e della vita. Quest’ultima, in tal modo, mette a nudo le sue segrete qualità dinamiche, il fluire aereo o magmatico, il turbinio, ma anche la sua energia delicata, la sua mossa poesia. Così dell’Umbria, del Salento, dei paesaggi, dei cieli, dei volti, delle linee astratte e dei simboli stessi Luigi sceneggia l’andare, l’incedere, il viaggio, il sollevarsi, componendo ogni volta segni mobili e campiture di colore in tensione perenne. Nello stesso quadro ecco che sezioni, linee e cromatismi dondolanti si incontrano e si armonizzano proprio come accade in una jam session, in un concerto di blues o di jazz in “levare”, con forme artistiche decisamente innovative ma basate pure sull’antica formula dello swing. Alla fine il fraseggio e l’intero linguaggio evolvono la scena verso un altrove ricco di vita, verso un futuro sostenibile, dove la violenza e i sentimenti negativi non albergano più. Batte bandiera di pace ogni tratto di Luigi Marzo, è un progetto di dolcezza e di delicato godimento quasi ogni sua opera. Forse quanto detto può spiegare come mai, dinanzi alle sue opere, non manchi mai nel fruitore l’emozione estetica, il piacere puro. Orbene, dove s’affaccia il piacere, sosteneva Marcuse, un filosofo tutto da rivalutare, c’è anche una forte critica delle miserie quotidiane.

(Orvieto 2005 -Umbria Jazz Winter  #12 – Pierpaolo De Giorgi )

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